Sono alcune mattine che mi sveglio con uno di quei nitidi ricordi di quand'ero bambino, un'immagine precisa che si piazza nella mia mente e non mi lascia in pace per tutto il giorno. Non so perché, proprio non so spiegarmelo, ma mi alzo dal letto ed ecco quello che sento: «Muttley, fa' qualcosa!», grida un tizio vestito con un impermeabile viola e un casco rosso sulla testa, i baffi sottili che si estendono lateralmente, il naso lungo e dritto e la bazza prominente. E poi vedo un cane dal pelo marroncino (anche lui indossa un casco rosso, e una sciarpa) che se la sghignazza di brutto, e dice «Medaglia, medaglia, medaglia.»
Perché non fanno più cartoni animati così?
Rimango cupo e nostalgico per l'intera giornata, vado a lavoro e ancora «Muttley, fa' qualcosa!» e di nuovo «Medaglia, medaglia, medaglia.» Poi torno a casa e mi chiedo perché diavolo non sia ancora andato su internet a scaricarmi tutte le puntate di "Dick Dastardly e Muttley" (sia "Le macchine volanti" sia "Wacky races"). Poco dopo lo faccio e sto lì tutta la sera, davanti al computer, ridendo come un imbecille. Però felice. Queste sì che sono soddisfazioni.