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Lo sto facendo, e lo faccio continuamente.
Contraddizioni, concetti opposti.
Attendere e non cercare, oppure darsi da fare.
Accettare e dimenticare, oppure tentare di ricordare.
Affrontare e non temere, oppure rimandare.
È questa la dimostrazione lampante che sono vivo:
incoerenza e incertezza.
Ma cosa sono? Il prodotto di un mondo confuso?
O semplicemente una mente indaffarata?
Oscillo tra surreale romanticismo e lucido cinismo.
Odio i silenzi imbarazzanti,
ma anche quel dover dire per forza qualcosa.
Lento avvenire e rapido divenire. Delusioni, nient’altro.
Strenuo tentativo di avvicinarsi alla agognata felicità,
generando nient’altro che il suo allontanamento.
Richiedere rispetto e vederlo perdere.
Ti osservo, lucente verità,
contrastare il pallido colore dell’inganno.
Ciò che è stato perde il suo valore.
Accolgo il verdetto dell’immutabile passato,
trasportato dal ridondante fluire di cose che avrei dovuto fare.
Rancori e rimpianti galleggiano su un fiume di corpi.
Esseri distinti con lo stesso proposito.
Nessuna stella nasce solo per cadere,
nessun fiore nasce solo per appassire,
nessun uomo nasce solo per morire.
E di me cosa resta,
che oggi mi sento così, due persone al tempo stesso.
Raccolgo i miei brandelli e ci penso un po’ su.
In fondo restano il giorno e la notte, la luce e il buio,
l’alba e il tramonto.
E non si può scegliere.
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